Fresh Fish 2.0: l’educazione alimentare dei bambini tra innovazione e tradizione

L’Agorà che proponiamo con Italì, all’interno dell’evento di Castle Street Food, e realizzata in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Viareggio (LU), è dedicata alla Cittadella della Pesca che gestisce in maniera integrata i luoghi e le attività della pesca a Viareggio. Collabora alla realizzazione di un laboratorio di trasformazione del pescato, rivolto alle mense scolastiche toscane e promuove il progetto Mangiare locale si può.

Chiediamo alla dottoressa Alessandra Malfatti di parlarci delle attività che sta coordinando con la Cittadella, in particolare del progetto che sta coinvolgendo oltre 30 scuole in tutta la Toscana.

Con il nostro laboratorio di trasformazione del pesce collaboriamo con circa 10 Comuni, dalla Versilia fino Firenze, nell’ambito di un progetto che si intitola Mangiare locale si può e coinvolge scuole materne e scuole primarie.

Nel 2015 siamo stati contattati da Regione Toscana, tramite I-Care (azienda municipalizzata del Comune di Viareggio) e il Centro di Educazione del Gusto di Prato: abbiamo realizzato un laboratorio di trasformazione del pesce, pescato dai nostri pescatori viareggini e trasformato in filetti e panetti cucinati nelle mense scolastiche.

Un’educazione alimentare che arriva nelle scuole, rivolta ai ragazzi, ma parte dalla formazione alle
famiglie e ai docenti?

Il Centro di Educazione del Gusto di Prato si occupa della formazione rivolta sia alle mense scolastiche, sia ai docenti. C’è una collaborazione attiva tra il mondo della pesca e le scuole. Con le scuole, oltre a portare il pescato, insegniamo ai ragazzi la stagionalità e organizziamo anche visite didattiche: si tratta di un progetto a economia circolare a 360°.

Si inizia con il pescatore che fa la battuta di pesca per il laboratorio; si passa poi all’educazione con il Centro del Gusto che organizza laboratori specifici per i bambini. Si conclude con una gita alla Cooperativa della pesca e con l’incontro con il pescatore, che mostra ai ragazzi le imbarcazioni e gli attrezzi utilizzati, e fa anche un piccolo corso sulla biologia marina.

Un percorso educativo che trasmette le informazioni dietro alla storia del pesce. Con il nostro progetto mettiamo in contatto le scuole con i pescatori, che raccontano la loro cultura, tradizione, esperienza e lavoro.

A quale età si inizia questo percorso con le scuole?

Trattiamo l’argomento in modo diverso, a seconda dell’età, dall’asilo nido alla scuola elementare; ogni bambino, poi, ha un approccio diverso. È un’occasione anche per far capire al bambino da dove arriva il pesce: i più piccoli vedono il pesce, o qualsiasi altro prodotto alimentare, nei supermercati, ma non ne conoscono la provenienza e l’origine.

Quale è la vostra zona di pesca? Nel corso dei diversi periodi dell’anno cambia il tipo di pesce?

Il nostro compartimento va da Carrara (MS) a Livorno. Se il prodotto manca lo reperiamo nelle marinerie toscane, abbiamo brevettato un particolare tipo di lavorazione: il pesce arriva appena pescato e viene abbattuto entro le 24 ore, viene confezionato, messo sotto vuoto e congelato.

Ha una chef-life di circa un anno, e mantiene intatte le sue caratteristiche per 12 mesi. Facciamo magazzino d’estate e anche per un breve periodo invernale.

Quali sono le realtà coinvolte in questo progetto? Come vedete il futuro per la pesca?

Oltre alla Cittadella della Pesca, I-Care e il Centro di Educazione del Gusto di Prato; al laboratorio lavorano due ragazze, figlie di due pescatori; è coinvolta anche tutta la nostra marineria.

Siamo ottimisti e fiduciosi per il futuro della pesca. Il progetto su Viareggio è molto interessante; il Comune sta realizzando il nuovo mercato ittico. Abbiamo una bella visione per questa struttura: oltre alla commercializzazione, vorremmo ampliare il nostro laboratorio e creare spazi per la didattica, rivota non solo alle scuole, ma a tutti gli utenti.

I bambini, alla fine dei laboratori, vogliono diventare pescatori?

È un lavoro duro e di sacrificio: alla fine del percorso lo riconoscono e arrivano a distinguere la differenza tra il pescato e il pesce che trovano al supermercato. Sono traguardi importanti.

Da quando portiamo il pesce nelle mense, siamo passati nell’immediato da uno scarto dell’80% a un gradimento dell’80%: è un ottimo risultato! Con i ragazzi non ci occupiamo solo di educazione del gusto, ma raccontiamo loro anche la storia del pesce e della pesca e questo li stimola e interessa.

Grazie per questo racconto; conoscere le esperienze raccontate direttamente da chi le realizza per noi di Italì è fondamentale. Con Castle Street Food vogliamo creare legami a lungo termine, per lasciare il segno nelle città dove ci troviamo. E possiamo realizzarlo solo coinvolgendo le realtà locali e grazie al supporto delle Amministrazioni Comunali.

Alessandra Malfatti durante Castle Street Food - Viareggio (LU)

Alessandra Malfatti durante Castle Street Food – Viareggio (LU)

Intervista a cura di Sara Minotti per Associazione Italì
Viareggio, 21 aprile 2019
Articoli suggeriti